ElbaTrail: avventura sull’isola d’Elba

Un’occasione davvero ghiotta è quella che mi è capitata. Unire un breve viaggio ed una competizione di trail-running è qualcosa che mi è parsa, fin da subito, un’ottima idea ed appunto, una palla da prendere al balzo.

E così mi ritrovo, a pochi giorni dalla partenza, a studiare il percorso e l’altimetria come in una qualsiasi gara di corsa in montagna, ma anche e soprattutto ad indagare quali siano i luoghi che attraverserò e quelli dove dovrò volgere lo sguardo o recarmi per una visita consapevole così come si fa quando si prepara un viaggio.

Ma dove si va?

La meta è una di quelle note a tutti per il suo grande appeal turistico, le bellezze naturali, nonché la storia. L’Isola d’Elba. E’ una delle sette isole dell’arcipelago toscano, la maggiore, tra terraferma e Corsica, bagnata da Mar Ligure, Tirreno, Canale di Piombino e Canale di Corsica. Un pesce, è la forma che questa parte terrestre disegna nel mare ed è caratterizzata da un’orografia decisamente varia, che registra la presenza di parti montuose rilevanti. E’ nota anche come l’ “isola di Napoleone”: Bonaparte infatti nel 1814 venne esiliato proprio all’Elba dove rimase per 10 mesi come sovrano del Principato dell’Isola d’Elba. E’ anche l’isola delle miniere di ferro e delle cave di granito così come dei pirati.

Pronti a salpare!

Mesi di preparazione e messa a punto sono serviti a Gabriele, ideatore e primo “tour leader” dell’ASD Senza Freni per organizzare questa trasferta e far sì che in circa 40 persone potessimo partecipare all’Elba Trail 2018. Un programma studiato nei minimi dettagli per una tre giorni memorabile. 

E così pronti via, anche il fatidico weekend del 20 Maggio, segnato in agenda col pallino rosso, e su cui almeno io ho affannosamente impostato la preparazione fisica, è rapidamente arrivato e la sveglia alle 5:30 di sabato 19 Maggio 2018 suona puntuale come non mai.

Un’ora più tardi tutti i Senza Freni & Friends, me compreso, siamo a bordo del pullman Club Dellai Viaggi, sulla A22 che da Trento puntiamo Piombino. Qualche ora di viaggio e ci si imbarca sul Moby il traghetto che ci conduce in un’oretta di navigazione a Portoferraio, sull’Isola d’Elba. L’avvicinamento all’isola è davvero bello e da prua mi godo appieno lo spettacolo cercando tra la foschia di leggere lo skyline elbano, con la forte brezza tra i capelli. 

Benvenuti all’Elba

Sono circa le 16:30 quando mettiamo piede a terra e risaliamo a bordo del pullman per dirigerci a Marciana Marina. Anche in questo caso il viaggio è affascinante: tra le numerose curve, i sali e scendi, tra arbusti ed alberi a bordo strada, si aprono scorci sul mare e sulle spiaggette settentrionali dell’Isola. Ed è proprio sul lungomare di Marciana Marina e più precisamente in Piazza Vittoria, che l’organizzazione dell’ElbaTrail ha predisposto il ritiro dei pettorali e dei pacchi gara. Ho così la possibilità di ambientarmi dopo il lungo viaggio ed ammirare seppur rapidamente la località anche degustando un gelato, in riva al mare.

E’ dallo stesso lungomare che l’indomani partirà il trail per le distanze 20 e 40 chilometri. 

Procchio: il quartier generale Senza Freni

La giornata volgendo al termine ci consiglia di dirigerci al nostro albergo, l’Hotel Brigantino a Procchio. Prima del pasta party serale due passi in spiaggia ed un aperitivo al tramonto regalano un senso di pace e tranquillità che da tempo non percepivo. Ma la gara si avvicina ed a zaino pronto tutti a nanna che la sveglia suona presto o prestissimo!

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GTE, ElbaTrail, 7000 passi: EleonoraXvincere

Tre gare su diverse lunghezze e dislivelli, più una passeggiata ecologica per ricordare Eleonora, i cui introiti, come si legge dal regolamento della gara, “derivanti dall’organizzazione, compresi quelli derivanti dai servizi aggiuntivi (pasta party, pernottamenti extra, etc.), saranno prevalentemente devoluti alla Onlus “Amici del Madagascar” (www.amicidelmadagascar.org) e finalizzati alla costruzione di una scuola a Manakara (Madagascar).” 

Il GTE Reloaded, Gran Tour dell’Isola d’Elba, è il più impegnativo dei tre trail proposti: circa 60 chilometri da percorrere per oltre 3200 metri di dislivello con partenza (alle 6:30 del mattino) da Cavo ed arrivo a Marciana Marina sostanzialmente percorrendo in lungo e largo l’isola d’Elba.

L’ElbaTrail è quella che ho scelto io e rappresentava per me già una sfida con un’asticella bella alta: circa 40 chilometri di sviluppo per oltre 2100 metri di dislivello positivo, con partenza ed arrivo a Marciana Marina.

Il 7000 passi, non competitivo, è il trail sulla carta più tranquillo dei tre per distanza e dislivello (20 chilomentri per 1000 metri di dislivello), ma a posteriori avendo visto il tracciato, sicuramente non banale o da prendere sotto gamba. 

Pubblicato da ElbaTrail su giovedì 24 maggio 2018

L’avventura ElbaTrail ha inizio

Il giorno della gara è arrivato: colazione in albergo, trasferimento in pullman da Procchio a Marciana Marina, foto di gruppo di rito e mancano pochissimi minuti alla partenza. La giornata è di quelle perfette: sole che splende fin dal primo mattino, cielo completamente sereno e temperatura..caldina..anche troppo. Il mio maggiore timore per l’ElbaTrail è sempre stato fin dal momento dell’iscrizione proprio il caldo in quanto so di soffrirlo decisamente. Così decido fin da subito di partire bello fresco e mi bagno abbondantemente il capo alla fontana presente a pochi metri dalla partenza.

Un minuto di silenzio in memoria di Eleonora e alle 9:30 il via

Pubblicato da ElbaTrail su giovedì 24 maggio 2018

Verso il Monte Perone

Allo start si scatta dal lungo mare e percorrendo un paio di chilometri tra le vie di Marciana Marina si arriva rapidamente alle prime rampe. In meno di 4 chilometri dall’inizio della salita si raggiunge la cima del Monte Perone dove è posto il primo ristoro. Il sentiero è in gran parte nel bosco e si procede in fila indiana. Le pendenze a tratti sono impegnative e non permettono di correre. A testa bassa si segue chi è davanti. Accade però che ad un tratto qualcuno poco più avanti di me urla “non ci sono più i nastri” ovvero i segnali da seguire per percorrere la “retta via”. La fila esplode e ciascuno cerca di scorgere la direzione giusta o i segnali, talvolta imprecando. Io noto poco più a monte di dove mi trovo, il passaggio di una strada e decido di salire il ripido pendio per raggiungerla. Così facendo supero l’impasse e qualche compagno d’avventura e torno a vedere i segnali colorati.

Procedo così questa volta totalmente al mio ritmo senza condizionamenti altrui essendo in testa al gruppetto e mi sento anche decisamente meglio. Arrivo al ristoro dei 6,5 chilometri posto poco sotto la sommità del Monte Perone dove c’è anche il primo rilevamento cronometrico. La rilevanza della classifica è di pressoché nulla però al momento mi ritrovo (senza saperlo) in 11esima posizione assoluta dell’ElbaTrail. La strada è ancora lunghissima, siamo appena partiti.

Bevo un pò d’acqua dalla mia ecotazza e vedo arrivare Carlo, dei Senza Freni, con il quale in partenza, assieme a Giancarlo, avevamo ipotizzato di farci compagnia lungo il percorso. Lui tira dritto, e mi metto a ruota.

Discesa dal Monte Perone e Salita a Masso alla Quata

La discesa inizialmente su una strada forestale diventa presto un sentiero abbastanza tecnico, stretto affiancato da arbusti che quasi impediscono il passaggio. Magicamente appare un ruscello d’acqua fresca e, senza pensarci su tanto, mi bagno le braccia e la testa: mi sento rinascere.

Procedendo in direzione sud si apre uno degli scorci più belli del trail. La vista sul mar Tirreno tra pendii cosparsi letteralmente di fiori mi regalano una vista strepitosa e tento di fare qualche foto. La temperatura sotto il sole aumenta e si sente.

Un momento di mia distrazione, sommato ad un bivio mal segnalato, ci portano a sbagliare strada. Non siamo gli unici però. Nel risalire da dove eravamo finiti, una specie di cava, incrociamo altri trailer che ridiscendono di corsa dalla direzione opposta, tra questi anche Ginevra Cusseau che poi ha finito seconda. Uno scambio di battute su quale fosse la direzione da seguire e fortunatamente dall’alto udiamo delle voci “suuuu, a destra”. Loro invertono la direzione di marcia e tutti ripartiamo. 

A circa metà salita verso Masso alla Quata comprendo che il ritmo imposto è troppo elevato per me e mancano ancora tantissimi chilometri. Decido così di procedere al mio passo e raggiungo da solo la seconda vetta dell’ElbaTrail a 746 metri di quota: Masso alla Quata.

In solitaria verso Marciana

Continuo in solitaria, questa volta su un tratto molto bello e corribile fatto di sali e scendi panoramici lasciando a monte, sulla sinistra, Le Calanche. Supero un ragazzo straniero che mi lascia agevolmente strada. Inizio anche a raggiungere alcuni atleti della 7000 passi impegnati in un tratto fatto di grandi lastroni di roccia e sassi.

Pochi chilometri dopo attorno al 18° in piena discesa vengo raggiunto da Irene, aggregata al gruppo dei Senza Freni. Ha un ritmo interessante e potrebbe essere piacevole proseguire assieme ma vedo un ruscello e non resisto ad una bella “doccia fresca”. 

Terminata la discesa riprende un tratto molto corribile nel bosco dove incrocio Cinzia & Friends intenti a correre la loro gara che mi agevolano il passaggio e mi incoraggiano.

Raggiungo Irene, ferma a bordo sentiero per rifocillarsi e procedo. Poco dopo però sarà lei a riprendermi e superarmi definitivamente.

Al 21° la voglia di arrivare al ristoro è tanta e tratto in inganno da due tedeschi che all’altezza di una chiesetta svoltano a destra, per la terza volta sbaglio strada. Me ne accorgo ben presto fortunatamente e mi involo così tra tratti pianeggianti e discese verso Marciana. L’ElbaTrail però non regala nulla e per arrivare al ristoro c’è da faticare.

Bellissimo l’attraversamento tra le viuzze di Marciana, “sembra di andare a casa della signora Maria” ha pure detto qualcuno ma le ripide scalette, su cui incontro Giulia e Daniel, mi fanno perdere un bel pò di energie e lucidità. E’ questo uno dei punti in cui ho faticato maggiormente.

Pubblicato da ElbaTrail su giovedì 24 maggio 2018

Il ristoro di Marciana

A circa 23 chilometri è il momento di tirare il fiato, nutrirsi anche di cibo solido dopo i tanti liquidi ed il gel preso finora. Inizio con una mezza banana al gazebo mentre riempio le borracce. Poi ricordo che una banana l’ho portata fin qui dentro allo zainetto, allora la prendo ed inizio a mangiarla. Passano alcuni minuti e mi decido a riprendere il mio ElbaTrail, non prima di aver chiesto delucidazioni sull’altimetria perchè a quel punto il caldo mi sta mettendo davvero a dura prova. 

La Via Crucis

Neanche a dirlo, si torna subito a salire ma lo faccio pian piano, mangiando la banana, a passo turistico. Mi convinco e riprendo a spingere un pò ed inizia un tratto molto affascinante anche se “spaccagambe”: la Via Crucis verso la Madonna del Monte, una sorta di lunga scalinata fatta di sassi accanto alla quale sono erette 14 piccole cappelle, stazioni appunto della Via Crucis. Risalendo sono diversi i gruppi di tedeschi che mi incitano con “bravo” ed altre parole che mi danno la forza di insistere nella mia azione.

Raggiunto il Santuario, rischiando di vedere veramente l’apparizione della Madonna, il tracciato si fa più semplice, ed in leggera discesa per 1 chilometro e mezzo circa. E’ qui, in zona Monte Serraventosa, che fotografo con la mente e lo smartphone uno dei passaggi più belli dell’ElbaTrail, se non il più bello. Il sentiero infatti diventa una stretta lingua di terra tra coloratissimi fiori tutti vicini tra loro a disegnare una morbida superficie e sullo sfondo il mare.

E’ questa l’istantanea che ho anche scelto di mettere come immagine in testata a questo racconto. In questo tratto mi raggiunge Giancarlo che lascio passare e proseguire. Al volo mi chiede se sapessi dove è Carlo e prontamente rispondo “sarà avanti di almeno mezz’ora”. Ormai infatti erano almeno 12 chilometri che mi precedeva e ad un passo probabilmente ben più veloce.

Si scende e…dove si va?

La discesa continua, ben più tecnica e ripida ed io sono sempre solo, a far fatica ed ammirare ciò che mi circonda cercando nella mia corsa di non inciampare. Per un breve tratto mi supera un atleta con cui scambio qualche parola in inglese ma poco dopo torno a riprendermi la mia posizione e lo vedo scomparire alle mie spalle.

Arriva veloce da dietro una ragazza e le agevolo il passaggio ma tempo un centinaio di metri si ferma e nel panico più completo non sa dove proseguire. Le dico, “per me è a destra”, mi asseconda e procede. E’ un tratto di salita che affronto con estrema calma e faccio appena in tempo a percorrere una cinquantina di metri che lei torna indietro e mi dice “non ci sono segnali, è dall’altra parte”.

Preso dallo sconforto la lascio andare, mi giro, guardo il mare, e mi siedo su di una roccia. Mi disseto e ricordo di essermi salvato l’altimetria sul telefono. Confronto l’orologio gps e la grafica della gara e mi convinco di essere sulla strada giusta, ma il dubbio rimane. Un sorso di sali e da dietro un cespuglio di corsa mi viene incontro Carlo che mi chiede “sa fat ti qua?” ed io rispondo “cosa fai tu qua, che eri avanti a me di un bel pezzo??”. Insomma, breve storia triste: lui ha sbagliato strada assieme ad un altro ragazzo, ha perso quota e fatto una fatica tremenda per risalire e s’è così attardato notevolmente.

L’ultima ascesa..forse

Carlo mi conferma convintamente che siamo sul tracciato corretto e in costante ascesa, passo dopo passo respiro dopo respiro, procedo.

Lui si avvantaggia alcuni metri e temo di perderlo nuovamente poi però torna ad esserci un tratto di discesa e mi rifaccio sotto. Da dietro rinviene alche la ragazza (al termine 5^ cat. femminile dell’ElbaTrail) che era andata per la propria strada. Nervosamente ci supera chiedendoci nuovamente lumi sul tracciato. La salita non è però finita anzi, riprende!

Ancora su, prima dell’intertempo

Ritrovo miracolosamente un pò di energie tanto da proseguire in ascesa solitaria, la voglia di arrivare al traguardo è tanta. Scollinata l’ultima salita di giornata mi dico “è fatta, ora giù in relax e si arriva”. Inaspettatamente c’è un ristoro d’acqua volante, estraggo l’ecotazza e via a bere. Esclamo “è frizzante, buona!”. Piccole sorprese di mio gradimento. Il ragazzo mi dice “ne vuoi ancora?” Ringrazio ma procedo. 

Senza accorgermi, proprio in quel punto avviene un rilevamento cronometrico. Sono, a mia insaputa, 20° assoluto dell’ElbaTrail al chilometro 33.5.

Ultimi 5 chilometri dell’ElbaTrail

“Cinque chilometri, tutti in discesa” mi diceva un ragazzo dell’organizzazione. Bene, la fiducia in me stesso aumenta, stringo i denti e corro giù evitando di rotolare. Mi gioco un paio di jolly inciampando prima su una radice poi su un sasso, ma rimango in piedi. Ritrovo la concentrazione ed anche un atleta trevigiano che dopo un paio di parole, mi fa passare.

Inizio ad intravvedere il mare sotto di me ad una quota sempre più vicina dai 500 metri della zona “Via Crucis” pian piano sembra di arrivare a toccare l’acqua. 

Mi rendo davvero conto che l’arrivo si avvicina quando scorgo il molo di Marciana Marina ed il sentiero inizia a puntarlo dritto. Transito in un punto con il sentiero a picco sul mare e quindi discesa decisa verso il lungomare. Arrivo sull’asfalto ed è il momento di mettersi in ordine e spingere gli ultimi 700 metri circa. Sistemo il pettorale che nel frattempo era slittato dietro, svuoto su me stesso la poca acqua rimasta nell’ultima borraccia per rinfrescarmi e per quel che posso, accelero

L’arrivo al traguardo di Marciana Marina

Tra lo spaesamento dei turisti presenti in strada, gli incitamenti e gli applausi sempre più insistenti, scorgo l’arco finale. Lo ammetto, l’emozione è stata fortissima. Ai meno 50 metri lo speaker annuncia il mio arrivo, amici dei Senza Freni della GTE e della 7000 passi, dai tavolini del bar e dalla fontana mi acclamano. Un momento davvero incredibilmente emozionante

La gara, l’avventura ElbaTrail è finita. Un sorridente ragazzino seduto su una sedia a rotelle mi si avvicina e mi mette al collo la medaglia da finisher, un organizzatore si riprende il chip e mi indica il ristoro finale. E’ davvero finita. In circa 5 ore e mezza in movimento ho portato a termine la mia sfida e tutto sommato ne sono davvero contento, mi sono divertito!

Il post gara

Rifiatato e rinfrescato sto per diversi minuti ad applaudire tutti coloro che, dalle varie gare, giungono al traguardo: tutti meritano di percepire quel che ho sentito io, tutti nel loro piccolo hanno compiuto la propria impresa. E così fino alle 18:30 salvo una pausa per il pasta party allestito poco distante e le premiazioni in cui ritrovo Enrico Scanavin. Salutato alla partenza è giunto al traguardo con un’ottima prestazione: 3° dell’Elba Trail. Applausi anche per tutti gli altri podi di giornata caratterizzati un pò ovunque da atleti della comitiva Senza Freni: bravissimi!!

Arrivati tutti i Senza Freni al traguardo rientriamo a Procchio perchè ci aspetta una bella serata.

Turisti a Porto Azzurro

Non solo fatiche, non solo corsa, ma questa bella esperienza voleva essere anche un viaggio o qualcosa che ci somigliasse. E così è stato. Recuperate un pò di energie con una doccia rigenerante ci siamo spostati, comodamente seduti in pullman a Porto Azzurro. Una meritata cena a base di pesce in un locale letteralmente sul mare è stata davvero il top. Due passi (decisamente lenti 😉 ) nella vicina piazza Matteotti e nelle viuzze adiacenti, mi hanno fatto apprezzare quest’altra località come un turista.

Esploratori a Procchio

Il giorno successivo, prima del viaggio di rientro verso Trento, c’è il tempo per prendere il sole o, come preferisco fare in compagnia di alcuni altri amici del gruppo, di sgranchire le gambe.

Una passeggiata sulla spiaggia si trasforma presto in una esplorazione della parte orientale di Procchio, lungo i sentieri tra i boschi che ci conducono vicini a Biodola, sulla spiaggia della Lamaia. Soddisfatti rientriamo dopo aver percorso qualche chilometro e alcune centinaia di metri di dislivello 😀 .

Il rientro

Il momento in cui, dopo una vacanza o un’esperienza si lascia i luoghi in cui si è stati è per me, da sempre, quello delle riflessioni. Tempo di far bilanci e valutare più che positivamente questa avventura. La compagnia, il trail, la performance, i luoghi tutto ciò mi lascia decisamente soddisfatto con dei ricordi molto belli. Un’esperienza breve ma intensa, che mi ha permesso di trovare momenti dalla sensazione di puro relax ad altri di estrema fatica. Ma alla fine è l’esito quel che conta: sono davvero entusiasta!

Non posso fare a meno di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a rendere unica la tre giorni, a partire dall’indispensabile Gabriele e tutti i Senza Freni ed aggregati al gruppo, alcuni dei quali nemmeno conoscevo di vista, all’autista del pullman che con la sua professionalità alla guida ma con la sua goliardia extra lavoro ha reso divertenti molti momenti. 

Pubblicato da Senza Freni su lunedì 21 maggio 2018

Animazione tracciato di gara ReLive

ElbaTrail ✔Bellissima ma davvero tosta (e calda)gara di #trailrunning sui monti dell' #IsoladElba.. Prossimamente il racconto! 😉

Pubblicato da ilAlby su domenica 20 maggio 2018

Info e link utili

ASD Senza Freni – sito internet

ASD Senza Freni – Pagina Facebook (foto trasferta)

ElbaTrail – sito ufficiale manifestazione

ElbaTrail – Pagina Facebook manifestazione

Isola d’Elba – Portale turistico ufficiale

 

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